Radio Copydown
Contatti: http://radio.copydown.org - radiocopydown-at-inventati.org.
Dal 6 settembre è cominciata la terza stagione di RadioCopyDown, trasmissione di RadiOndaRossa in diretta dalle 23.00 in poi di ogni giovedì sugli 87.9 in FM, oppure in streaming sul sito della radio. Autoproduzioni no copyright e copyleft, diritti digitali e altro ancora sono gli argomenti di quest’ora/ora e mezza di musica e parole, con oscillazioni preoccupanti tra il serio e il faceto…
E ora un po’ di coordinate. Se volete entrare in contatto con noi è sufficiente scriverci una mail; invece qui trovate l’archivio delle puntate delle passate stagioni (è incompleto, ma fateci il callo: siamo pirati, non saremo mai ordinati militari). Sempre su CopyDOWN trovate altre news e approfondimenti dalle comunità on line che ruotano intorno alle due mailing list: CopyDOWN e (L)eft.
Kalashnikov
Il collettivo Kalashnikov nasce molto tempo fa sul pavimento
sudicio di uno squat milanese come realtà strettamente musicale che ha
poi allargato i rami della propria creatività in altri contesti
autoproduttivi, all'insegna di una sola e pressante necessità di
comunicazione e condivisione. La musica come strumento esistenziale e
mezzo di comunicazione politica: per vivere e viaggiare per l'europa
sul rumore della nostra dissidenza culturale, per approcciarsi
all'esistenza quotidiana in modo vitale e mai
pacificato.
NextEmerson
Per sedici anni il Csa Ex-Emerson
a Firenze è stato un laboratorio di cultura e socialità alternative a quelle
dominanti, asservite a consumismo e mercatocrazia. Non si pagava nessun
biglietto di entrata: al suo interno convivevano laboratori di
fotografia, di teatro-danza, una palestra popolare, una biblioteca di
quartiere, una mensa, la sala cinema, la sala concerti, la Camera del
Lavoro Sociale. Vi si svolgevano attività ludiche, attività legate al
sindacalismo di base ed alla solidarietà internazionale.
Nel giugno del 2006 questo luogo e’ stato sgomberato e raso al suolo. Chi si trovasse a passare dalle parti del “vecchio” emerson potrebbe vedere solo macerie e ruspe.
L’esperienza di questi 16 anni non e’ rimasta sepolta tra le macerie, il giorno stesso dello sgombero veniva occupato un altro stabile a Peretola, l’ennesimo frutto della speculazione edilizia fiorentina. Anche questo luogo e’ stato sgomberato dopo pochissimi mesi.
Il 16 settembre 2006 viene
rioccupato un altro posto, a ribadire che nessuna ruspa puo’ zittire il
nostro bisogno di spazi liberi.
E’ nato cosi’ il nEXt-Emerson, figlio delle eseprienze passate, arricchito di altre energie e idee.
Diamo molta importanza alla musica, in particolare a quella
autoprodotta, ci piace dare spazio per suonare e ci piace creare un
rapporto con i gruppi che non assomigli in niente a quello che si ha
con un locale.
Non si tratta di servizi offerti a utenti. Non ci sono gestori non ci sono clienti. Occorre imparare a riprendere in mano la propria vita, imparare a smettere di aspettare che qualcuno faccia qualcosa per noi. imparare a non delegare.
Tutte le attivita’ del Next Emerson sono gestite dagli stessi fruitori. Autogestite, appunto. Non ci sono soci, associati, tessere perche’ non ci sono club a cui associarsi.
La musica, fra le altre, mai come in questa noiosa Firenze ha bisogno di essere rivitalizzata e liberata. Non ci servono localini con seratine alla moda, non ci servono pub in serie con musica di mtv. Ci servono spazi liberi dove fare la nostra musica, quella che ci viene dal cuore e che probabilmente nessun discografico avra’ mai il piacere di sentire.
Autofinanziamento non e’ autoreddito, nessuno di noi prende un soldo per tirare avanti la carretta, anzi forse ce ne perde. I soldi che entrano servono esclusivamente a coprire le spese o vengono devolute benefit per progetti o cause legali.
L’occupazione degli spazi rimane il nostro modo di sopravvivere tra le merci, creare dinamiche diverse, riflettere sulle alternative.
contatti:assemblea-at-csaexemerson.it
via di Bellagio 15 Firenze
Autistici/Inventati
Per iniziare, vogliamo tutto.
Il nostro obiettivo è liberare degli spazi sulla rete, dove discutere e lavorare su due piani: da un lato, il diritto/bisogno alla libera comunicazione, alla privacy, all'anonimato e all'accesso alle risorse telematiche, dall'altro i progetti legati alla realtà sociale.
La realizzazione di un server indipendente ci appare un buon punto di partenza per il raggiungimento di questi scopi.
Crediamo che la comunicazione debba essere libera, gratuita e quindi universalmente accessibile.
Noi ci proviamo, offrendo spazio web, posta elettronica, mailing-list, chat ad individui e progetti in linea con queste esigenze; fuori dalla logica commerciale dell'offerta di servizi e di spazi a pagamento, accogliamo volentieri chi vive conflittualmente la censura culturale, mediatica, globalizzante dell'immaginario che ci viene preconfezionato e venduto.
Spazi e servizi di questo server non vengono destinati ad attività (direttamente o indirettamente) commerciali, al clero, ai partiti politici istituzionali: o comunque, in sintesi, a qualunque realtà che disponga di altri mezzi per veicolare i propri contenuti, o che utilizzi il concetto di delega (esplicita o implicita) per la gestione di rapporti e progetti.
Il diritto/bisogno alla privacy e all'anonimato dev'essere rispettato.
Vi garantiamo che non terremo log, che non vi chiederemo informazioni sensibili per accordarvi un servizio e che faremo di tutto per tenere in piedi l'anonymous remailer, l'anonymizer e tutto ciò che garantisce la riservatezza e la confidenzialità delle vostre comunicazioni.
Saperi, conoscenze, risorse crescono attraverso la reciproca condivisione. Per questo incentiviamo la diffusione sistematica, organizzata e completamente gratuita di materiali creativi, autoproduzioni, documentazione, e per questo sosteniamo la lotta al copyright tradizionale, e l'adozione esclusiva di software libero e di licenze aperte.
Inventati è la parte che cerca di riprodurre nel digitale le questioni che appartengono al reale: attraverso siti web, oppure creando ambiti di discussione che esistono già ma che sono collocati in uno spazio fisico quotidiano (ad esempio un'assemblea può essere riprodotta attraverso la creazione di una mailing-list che la rende, in questo modo, permanente e onnipresente).
Autistici, invece, parte da una base tecnica e dalla passione per la conoscenza dei mezzi utilizzati per sviscerare la politicità implicita negli strumenti telematici; questi strumenti nascono nel digitale, ma non per questo sono privi di un impatto politico.
Partiamo dagli strumenti, ma approdiamo a rivendicazioni politiche ben precise, nel terreno del digitale e da qui fino all'ambito reale. Tutte le questioni che riguardano i diritti elencati prima sono un esempio delle richieste politiche che interessano la Rete.
Riteniamo che i mezzi di comunicazione non debbano essere ad uso e consumo dei professionisti dell'informazione. Crediamo nel valore delle pratiche di autogestione: per questo non abbiamo sponsor, né finanziamenti di altro tipo, che non siano sottoscrizioni volontarie di quanti ritengono importante la sopravvivenza del progetto. Nessuno di noi guadagna un cent da questo progetto. Anzi.
Gli aspetti tecnici e politici dell'attività di questo server vengono decisi assieme, nel modo più trasparente e orizzontale che ci è possibile, discutendo in una mailing list. Non abbiamo un coordinatore, né un portavoce, né facciamo delle votazioni.
l'autismo che si inventa genera condivisione
autistici / inventati 2002
contatti:
http://www.autistici.org - info-at-autistici.org
Dizlexiqa
Dizlexiqa è un’etichetta di produzione do-it-yourself di musica, poesia e quant’altro ci garba.
Dizlexiqa è sporadica e umorale, è povera ed ogni mattina si alza per fare come tutti un qualunque lavoro di merda per riempire la pancia.
Dizlexiqa è no profit, economica per scelta, discretamente anticapitalistica, è reciproca, è autoprodotta, tende ad essere etica, è politica, è profondamente innamorata della teoria e della pratica anarchica.
Dizlexiqa crede nella sostanza in qualsiasi forma si presenti, è antireazionaria, religiosamente atea ed antireligiosa, è apartitica, è tutto tranne che apatica, è antipatica, detesta simbolismo e cripticismo, è cinica.
Dizlexiqa è poco legale, non è protetta da diritti, non è prostrata da doveri, l’unica cosa che la tutela è la rabbia mista a una fede sconfinata nella vendetta. Beve, e questo la rende irascibile.
Dizlexiqa è poco commerciale e poco commerciabile, senza particolari ne’ vanti ne’ patemi.
Dizlexiqa preferisce gli scambi e i baratti alle vendite e agli acquisti.
Dizlexiqa non crede di essere utile.
Dizlexiqa non ama i manifesti programmatici come questi, ma crede che sia meglio essere chiari, per evitare più o meno tragici incidenti.
Dizlexiqa coi suoi tempi legge e ascolta tutto.
una volta capito questo:
Dizlexiqa coproduce scambia e sostiene cose in cui crede.
Contatti:
http://www. dizlexiqa.com
Lorenzo Giuggioli - Via Cenisio 54 - 20154 - MILANO
dizlexiqa@yahoo.it
Stramonio Distribuzioni
La Stramonio e' una piccola distribuzione fiorentina che nonostante svariate peripezie ha ancora voglia di tirare avanti.
Contatti: http://www.autistici.org/stramonio - stramonio-at-autistici.org
Dal sito:
Stramonio Distribuzioni e' il progetto di due persone. E' una distro cartaceo/video/musicale e non solo, che mira a diffondere materiale che per un verso o per l'altro a noi piace. Si tratta di dischi difficilmente reperibili, monografie, raccolte, opuscoli informativi, video e altro materiale autoprodotto e non.
Tutto cio' che distriubiamo e' rigorosamente no-copyright: siamo ben felici se verra' riprodotto, fotocopiato, masterizzato, diffuso il piu' possibile.Il digitale e la rete ci offrono diverse opportunita' per far circolare materiale audio, video e scritti a costi piuttosto bassi. Per questo tutto cio' produciamo viene ridistribuito anche in rete, e da quest'ultima traiamo materiali e suggestioni.
Non riteniamo che la tecnologia sia qualcosa di neutro da plasmare secondo le nostre necessita', non siamo degli entusiasti dell'era post-industriale. Non siamo pero' neppure convinti che non sia possibile reinventarne l'uso, che non sia possibile usarla per soddisfare qualcuno dei nostri bisogni. Cosi' come l'invenzione della stampa ha modificato profondamente la storia del sapere, anche la possibilita' di copiare, riprodurre, diffondere audio, video e scritti di sorta con costi contenuti e con mezzi a disposizione di molti e' qualcosa di interessante ed insieme di potenzialmente destabilizzante. Senza dubbio si tratta di qualcosa che segna profondamente gli anni in cui viviamo.
Siamo ben lontani quindi da un approccio acritico alla tecnologia, ma non riteniamo che un computer sia un problema di per se' stesso. Piuttosto crediamo che sia un errore lasciare che le persone subiscano le tecnologie per l'impossibilita' di capirle, modificarle, per la difficolta' di accedervi. Ci occupiamo principalmente di produrre e recuperare dalla rete materiale in formati digitali e renderli fruibili.
Siamo figli di quelle che solitamente vengono definite sottoculture. Attingiamo a piene mani sia a quanto in piu' stretto rapporto con il mondo del digitale, quindi gli hacklab, gli hackmeeting, i diversi esperimenti di server autogestiti, sia alle culture di strada, in particolare al punk, all'OI!, ai circuiti di autoproduzione che in passato si sono sviluppati all'interno e intorno ai posti occupati.
Per tutte queste ragioni, ed altre ancora, ci piace soprattutto dare spazio alle autoproduzioni. Il circuito delle fanzine, delle etichette indipendenti, dei cd e dei video autoprodotti resta un prezioso esempio di come si possa fare musica (e non solo musica!) rimanendo fuori dai circuiti mercificati.
Una volta di piu' teniamo a dimostrare che le autoproduzioni sanno essere qualitativamente valide quanto (o piu') le produzioni che passano per i circuiti usuali.
Questo non vuol dire approcciarsi alla questione in modo semplicistico, affermando che ?solo cio' che non e' mercificato e' bello?.
Vuol dire, invece, diffondere con consapevolezza entrambe le cose, rendendo anche cio' che e' mercificato disponibile a tutti.
Ci aggiriamo nella Firenze non turistica. Ci troverete un po' dove capita e dove ci piace stare, anche se i luoghi che prediligiamo restano quelli liberi e liberati.

