Dal punto di vista dell’orologio l’approssimarsi del gatto al sofà apparve meccanicamente ineccepibile. Uno slancio improvviso, preceduto da un lento avvicinamento e da una contenuta e subitanea esplosione muscolare. La successiva disposizione sferica al centro del divano rimandava invece ad un pane lievitato o un sasso nero levigato dalle ruvide carezze del fiume.
L’orologio comprendeva nel profondo la disposizione sferica degli oggetti. Quando le proprie braccia invalide, una più lunga dell’altra, segnano le ore del meriggio e quel corpo sinuoso si distende lascivo sulle figure abbandonate sopra il divano, egli prova un odio indicibile per l’umanità.
Mani artigiane lo crearono meccanismo perfetto di movimento dotato, ma mai libero. Può assumere piu’ di mille diverse posizioni di un ciclo circolare e periodo, ma l’amor suo non può stringer tra le braccia. Se potesse sentirlo un poco vicino… e non mirarlo soltanto di lassù dall’alto del camino… mentre rapito al sonno fa di sè audace mostra.
Quando i propri arti imperfetti si disposero, non per libero arbitrio, a v rovesciata, entrambi di venticinque minuti distanti dalla mezzanotte, il gatto levò lo sguardo e forse per la prima volta prese coscienza dell’esistenza dell’orologio. Ritto immobile dinanzi al camino ascoltò il ritmico tributo d’amore. Non si tratta di una melodia elaborata, perchè lo scorrere del tempo è un gesto semplice e naturale. Eppure l’orecchio umano non saprebbe distinguere un ticchettio d’orologio da un altro, un ticchettio irato da uno sgomento o annoiato, o esitante di desiderio.
Il felino ascoltò a lungo il vociare degli ingranaggi, fino a pregnare la stanza di un malizioso, ma tenero senso di attesa. L’orologio si sentì impazzire e tremare, ed un misto di piacere e sofferenza invase il proprio baricentro, rischiando di provocare a causa della dilatazione termica, un alquanto imbarazzante allungamento del pendolo, con conseguente perdita di precisione nella segnalazione oraria.
Tutto il tempo dell’universo in cambio di una carezza. Il felino accolse la supplica, sollevò il proprio corpo rotondo e un pò in carne, come un nudo rinascimentale. In volo colmò la distanza tra il sofà e il camino.
Quindi venne un gesto amorevole, collocabile in un tempo infinito. Fu come un amante che serra le mani intorno al collo dell’amata nel momento dell’amplesso. L’orologio si senti soffocare, ed un piacere intenso invase di calore ogni singolo dente degli ingranaggi, mentre l’impatto col freddo suolo svelava incontrovertibilmente il proprio destino.
Il gatto guardò in basso con l’espressione stupita, quindi si allungò a riempire lo spazio appena liberato, strizzo gli occhi, li socchiuse, e la coda prese a scandire secondo personale ed egotico gusto lo scorrere del tempo.
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