Dec
12
2012
Venerdì 14 dicembre alle 20.30 siamo a Bergamo alla 14° edizione dell’Anarchist Bookfair, alla Coop. D. Paci e F. Dell’Orto, in Via Luzzati 6 (Circolino della Malpensata), per presentare Collane di Ruggine con una chiacchierata e un reading. Ma oltre che per la nostra presenza, la fiera merita di essere visitata anche per molte altre iniziative. Ecco il programma completo:

#VENERDI’ 14#
ore 19:00 Inaugurazione dell’editoria Anarchica con brindisi per i 10 anni dell’Underground!
ore 20:30 Presentazione di “Collane di Ruggine” rivista autoprodotta di letteratura fantastica, fantascienza e steampunk.
https://collanediruggine.noblogs.org/
ore 21:30 Incontro dibattito sulla lotta No Tav in Valsusa e sulle prospettive attuali e future con Luca Abbà e Luciano Cieli, curatore del libro ‘ Le magnifiche sorti e progressive-Viaggio a bassa velocità nel progetto Tav della Val Susa‘.
Esposizione mostra su Marco Camenish. Continue reading
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Oct
16
2012
Ecco la registrazione dell’intervista a Ruggine durante la festa per i vent’anni di Radio Blackout.
Si parla di steampunk, cyberpunk, letteratura fantastica, tecnologia, linguaggi e quant’altro..
La potete ascoltare direttamente sul sito di Blackout —> http://radioblackout.org/2012/10/steampunk-cyberpunk-linguaggio-e-birra/
Se poi volete intrattenervi ancora, ascoltate anche le altre registrazioni de Il bit c’e’ o non c’e’, interessante trasmissione settimanale su hacking e tecnologie. Oppure ascoltatela in diretta ogni sabato su Blackout!
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Aug
14
2012
Qualche giorno fa abbiamo ricevuto questa lettera da Alberto Funaro, uno dei dieci condannati per i fatti di Genova attualmente rinchiuso nel carcere di Perugia a cui abbiamo mandato delle copie di Ruggine.
Ci ha fatto un immenso piacere leggere le sue parole e stretto il cuore in un abbraccio spinoso.

Perugia 5.8.2012
Cari compagni/e d’avventura, grazie per la vostra solidarietà che mi avete dimostrato inviandomi questi fantastici libri, un’ottima terapia per il mio cervello e il mio animo in questo vergognoso luogo chiamato carcere, un luogo che da fuori ho sempre e continuo a contestare come una tra le cose più disumane e abominevoli che la “mente umana” possa aver partorito.
Avevo già sentito parlare di Ruggine di cui condivido pienamente l’autoproduzione e il no-copyright e, se ricordo bene, avevo visto alcune delle vostre illustrazioni, in modo particolare quella dell’omino con l’ombrello nella copertina di ruggine n. 2, nella rassegna del fumetto “Crack” al Forte Prenestino, nella quale collaboro da anni.
Momentaneamente hanno rinchiuso la mia persona ma non la mia voglia di mandare in pezzi l’ingranaggio.
Nessun rimorso!
Un forte abbraccio
Alberto
Esprimete la vostra solidarietà ad Alberto e a Marina, trattati da capri espiatori per i fatti di Genova. Speditegli lettere, libri e pubblicazioni a questi indirizzi:
Alberto Funaro
Casa Circondariale Capanne
Via Pievaiola 252
06132 Perugia
Marina Cugnaschi
c/o Casa Circondariale San Vittore
Piazza Filangieri 2
20123 Milano
Se siete in contatto con detenute/i che crediate possano essere interessate/i a Ruggine potete richiedere un abbonamento per loro e penseremo noi a spedirgli le copie gratuitamente.
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Jul
23
2012

Ecco la versione pdf liberamente scaricabile di Ruggine 4.
Godetevela! —> Ruggine 4 (39 Mb)
(Se pero’ siete dei feticisti della carta come noi, amanti dei vinili e dei libri che puoi inzaccherare di briciole, ricordatevi di procurarvene una preziosa copia cartacea. Potete ricorrere ai nostri punti distribuzione, oppure abbonarvi, oppure scriverci direttamente a collanediruggine @ inventati . org )
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Jul
8
2012
Ecco il secondo articolo sulle sorti dello steampunk. Altrettanto ricco, anzi..
Perchè lo steampunk conta (ancora)
di James Schafer e Kate Franklin
traduzione di Reginazabo
“Non c’è nulla di meglio che immaginare altri mondi
per dimenticare quanto sia doloroso quello in cui viviamo.
Almeno così pensavo allora. Non avevo ancora capito che,
ad immaginar altri mondi, si finisce per cambiare anche questo”
Umberto Eco, Baudolino
Siamo due amministratori di Steampunk Facebook, una delle più grandi comunità (virtuali) di persone che si identificano come steampunk. Non c’è modo di censire in maniera attendibile le opinioni dei nostri centomila seguaci, ma in base alla nostra percezione assolutamente soggettiva del gruppo ci siamo convinti sempre di più che come movimento di rivoluzione sociale lo steampunk abbia fallito. A essere onesti c’è chi ha sostenuto, a volta con veemenza, che un simile programma rivoluzionario non fosse mai stato tracciato, ma noi eravamo tra i pochi che volevano crederlo. Non siamo mai stati convinti che la gente fosse attratta dallo steampunk solo perché faceva fico e perché era un’ambientazione meravigliosa per i romanzi d’avventura e i giochi di ruolo.
Credevamo invece che lo steampunk dovesse il suo fascino all’intrinseco rifiuto della cultura consumista usa e getta e al dominio esercitato sulla società contemporanea da baroni ladri del giorno d’oggi. Avevamo la sensazione che molti, anche se non erano in grado di enunciarlo, stessero abbracciando lo steampunk per far fronte a quel disagio pervasivo che prova quasi chiunque sia cresciuto in occidente seguendo una dieta a base di idee come l’“obsolescenza programmata” e l’“assistenza sanitaria a pagamento”. Una dieta di idee promosse da un’etica capitalistica ottocentesca imbizzarrita a contatto con la tecnologia del ventunesimo secolo.
Francamente, lo pensiamo ancora. Purtroppo non possiamo negare la realtà che questo non ha creato una comunità di steampunk che aderiscono seriamente a una filosofia rivoluzionaria, o anche solo particolarmente progressista. In giro ci sono certamente steampunk che si battono per cause giuste, e vi sono alcune sovrapposizioni di rilievo tra lo steampunk e i gusti estetici di molti sperimentatori sociali e artisti controculturali, ma questo non significa che gli steampunk come “gruppo d’interesse” riconoscano seriamente un concreto programma progressista.
Non è neanche chiaro quanto peso venga dato attualmente alla letteratura antiautoritaria (Warlord of the Air di Michael Moorcock, La macchina della realtà di William Gibson e Bruce Sterling ecc.) che ha attirato verso il movimento molti esponenti della vecchia guardia dello steampunk, con la loro irriverenza nei confronti degli aristocratici, degli industriali, del militarismo, dell’imperialismo e del bieco mercantilismo.
Anche quando lo steampunk continua a essere una cultura letteraria, molti dei suoi libri hanno l’atmosfera dei romanzetti e delle avventure pulp (i libri del Protettorato del parasole di Gail Carriger, Hellfire Chronicles di Geoff Falksen, Retribution Falls di Chris Wooding ecc.): sono divertenti, ma il loro messaggio sociale è molto più ambiguo. E in tutta sincerità si direbbe che ad attrarre le nuove leve siano tanto (o più) i costumi (di aristocratici, industriali, poliziotti militari e imperialisti, ma anche di rivoluzionari e pirati) quanto i libri di ogni tipo. Questa tendenza è accentuata ulteriormente dall’impegno incessante dei negozi indipendenti e multinazionali per battere cassa sul fascino dello steampunk. In breve, quando i produttori vestono Justin Bieber con un costume steampunk, possiamo star certi che se lo steampunk ha mai avuto artigli che spaventavano il sistema, gli sono stati asportati da tempo. Continue reading
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